19 Gennaio 2006

Vlad Tepes dracul

ne ho lette una decina ma questa sembra la poi vera...

Dracula divenne celebre grazie al romanzo omonimo di Bram Stoker. Anni di studi hanno portato a conoscere il personaggio che diede ispirazione allo scrittore: il Conte Vlad III, che visse realmente in Romania nel 15° secolo.


La casa di Sighisoara dove Dracula nacque
Per l'esattezza nacque nel 1431 a Sighisoara e la sua vita fu strettamente legata alle vicende reali. Suo padre infatti era il Principe di Valacchia, zona della Romania che vide come regnante il famoso Dracula per ben tre volte. La storia del Conte e della sua famiglia alterna fughe, ascese al trono, battaglie, tradimenti, alleanze, vittorie e sconfitte a un ritmo vertiginoso, ma uno dei punti fermi della sua vita fu la crudeltà. Già quando era ospite della corte turca, aveva dato prova di assoluta freddezza. Fu sorpreso dal sultano mentre "si intratteneva" con una delle sue concubine. Questa venne fatta squartare viva davanti al giovane Vlad, che rimase assolutamente impassibile.
Quando riuscì a salire al trono di Valacchia, lo fece per mezzo di una violenza inaudita, appresa proprio durante il soggiorno turco.

Fu soprannominato Tepes, che in rumeno significa l'impalatore. Pare infatti che il suo modo preferito per uccidere nemici e sudditi disubbidienti fosse quello di impalarli vivi.
Quando, per difendere la cristianità, dovette respingere l'esercito turco, Vlad fece trovare all'esercito nemico lungo il cammino circa 8.000 persone impalate. Questo bastò a scoraggiare i soldati, che preferirono una sicura ritirata.
Ma gli aneddoti che riguardano le torture inflitte da Dracula sono numerosi.

Un'antica raffigurazione del Conte Vlad III che banchetta tra i corpi impalati
Si narra, ad esempio, che "una volta, Dracula stava banchettando contornato dalle vittime che fece impalare dopo un lungo assedio. In quella foresta di cadaveri, Dracula si divertiva e mangiava a quattro palmenti. Un nobile inviato alla sua mensa fece un gesto di disgusto e il principe gli chiese: "Perché fai così?". Il boiaro rispose: "Perché, mio Signore, non riesco a sopportare questo odore di cadaveri". Dracula ordinò che il nobiluomo fosse impalato sul palo più alto e gli disse: "Allora starai là in alto, dove la puzza non potrà raggiungere le tue narici!"."

Su un altro manoscritto si racconta anche che Dracula "invitò a palazzo tutti i poveri del suo regno e dopo averli soccorsi appiccò il fuoco al palazzo dove li aveva riuniti. Morirono così più di duecento persone. ... Fece arrostire alcuni bambini e obbligò le loro madri a mangiarli. Poi tagliò alle sventurate i seni e dopo aver costretto i loro mariti a cibarsene, li impalò."

La Romania ricorda il Conte Vlad più per il suo valore militare e la sua importanza storica, e in molti lo considerano un eroe nazionale. Ma, nell'occidente, la storia sembra averlo affidato alla leggenda.
La prima immagine che ci viene in mente è quella di un uomo pallido, con gli occhi cerchiati di rosso, i canini appuntiti. Impossibile vederlo di giorno: egli infatti non sopporta la luce. Dracula è un non morto, sostenuto dal diavolo. Proprio il Diavolo sembra essere il primo elemento della leggenda di Vlad. Per capire un po' meglio il rapporto tra il maligno e il conte è bene ricordare l'origine del nome Dracula.


Il simbolo della
famiglia Dracula
Nel 1431 Vlad II, padre dell'impalatore, ricevette da Sigismondo di Lussemburgo, re d'Ungheria, di Germania e dei Romani e signore di Transilvania, un medaglione d'oro con inciso un drago, e fu così investito del Sacro Ordine del Drago, un'organizzazione semi-monastica, fondata dallo stesso Sigismondo, con il compito di difendere la cristianità del Sacro Romano Impero dalle continue minacce della potenza ottomana. Il Drago divenne anche il simbolo impresso sulle monete coniate da Vlad II.



La tomba aperta nel 1931
Ma a volte, si sa, la pronuncia delle parole può giocare brutti scherzi. Non ci è dato sapere se per caso o volutamente il padre del famoso vampiro fu conosciuto come Vlad Dracul (Vlad il Diavolo) invece di Vlad Dragonul (Vlad il Drago). Il nome Dracul fu mantenuto anche dall'impalatore, e la sua crudeltà accrebbe ancora di più l'idea che Vlad III fosse ispirato dal Demonio. In molti, poi, sostenevano che Dracula bevesse il sangue delle proprie vittime.
Vlad III fece il suo definitivo ingresso nella leggenda quando, nel 1931, la sua tomba venne aperta, rivelando lo scheletro di un cavallo. A quel punto le voci di coloro che giuravano di averlo visto aggirarsi in Transilvania dopo la sua morte sembrarono trovare conferma

Verità e credenze popolari spesso si fondono e diventa pressoché impossibile sapere dove la prima lascia spazio alle seconde. Le cronache dell'epoca narrano che durante il 15° secolo in Romania si manifestarono numerosi casi di vampirismo. Agli occhi del popolo, questi sembrarono una conferma alle numerose leggende che già da decenni venivano tramandate di generazione in generazione. Il Conte Vlad, con la sua ferocia e le numerose storie che venivano raccontate sul suo conto, sembrò ritagliarsi uno spazio nella categoria dei non-umani. La superstizione fece il resto.

Le persone malate di vampirismo erano sicuramente guardate con sospetto e timore in un periodo ricco di supersistizioni. Ma anche a distanza di due secoli dalla morte di Vlad , quando l'Illuminismo iniziava a diffondersi in Europa, molti cadaveri di sospetti vampiri furono esumati. Questi si presentavano come non-morti: i loro capelli erano cresciuti, così come le loro unghie. Quando venivano trafitti da un paletto di legno nel cuore, gridavano e sputavano sangue fresco. Qualcuno dichiarò addirittura che i vampiri avevano scelto di ricomparire durante l'Età della Ragione per destabilizzare le certezze dell'uomo.

Alcuni segni inequivocabili segnalano la presenza di un vampiro: i canini aguzzi, i buchi sul collo della vittima, la bocca che conserva tracce di sangue, e, dopo la morte (o non-morte), le unghie che ricrescono dopo la sepoltura, la pelle che non si decompone, ma si stacca dal corpo.
Diabolico? In realtà tutti questi fenomeni hanno una spiegazione del tutto naturale.

Da secoli si parla di vampiri, ma oggi ci si riferisce a dei casi clinici specifici. Gli affetti da vampirismo sono coloro che provano piacere sessuale nel succhiare il sangue altrui, in genere del proprio amante. La pratica si riconduce spesso ad altri particolari tendenze sessuali, quali il feticismo o il sadomasochismo. L'erotismo quindi è un elemento fondamentale del vampirismo, come Francis Ford Coppola sottolineò più volte nella sua pellicola sul celebre vampiro.

Ma non sarà certo una spiegazione razionale a toglierci quel brivido quando vediamo volare un pipistrello, o a far sì che altri registi si cimentino in un genere che vanta un buon numero di estimatori

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